EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

AЯtelier -Un Brigantino molto speciale, carico, carico di……. desiderio

navigazione-2
Marina_Militare_Nave_Italia

 

A scuola di desiderio dalla Marina Militare sul Brigantino Tender To Nave Italia e concentrare cura e riabilitazione efficace per i nostri specialissimi ragazzi. È il desiderio che vive e fa vivere il soggetto se si annoda alla Legge.

 Dal cabinato di 7 metri al brigantino di 61 metri. Il mio primo incontro con la nautica avviene nel 1977 con una traversata da Caprera a La Spezia, via isola d’Elba con uno skipper della Scuola Velica Caprera che ci insegnò a condurre una barca a vela senza motore. Vivere in 5 persone su una barca di 7 metri, navigare senza motore, con un comandante molto giovane ma molto rispettoso del mare e dell’equipaggio, significa imparare a vivere, imparare ad essere, capire cosa significa nascere simbolicamente, comprendere Freud quando parla di Legge della castrazione. Diventato direttore del Servizio Psicosociale in un grande ospedale, progettai, con un tenente di Vascello, un programma clinico sperimentale all’insegna della filosofia “educativa” della Marina Militare italiana e imbarcare i tossicodipendenti con un programma riabilitativo intensivo. Il progetto non si realizzò. In seguito Carlo Emilio Croce[1] dette vita alla Fondazione Tender To Nave Italia in accordo con la Marina Militare e infine la grade passione e generosità umana e sociale di Roberto Sestini[2] arriva per ristrutturare il Brigantino Tender To Nave Italia. Capii che il progetto era realizzabile grazie anche all’incoraggiamento dell’amico Piero Giannini, Governatore del Rotary International Distretto 2042. Una sperimentazione per la terapia e riabilitazione psichica. Ideata per andare oltre il limite immaginario del sistema sanitario quando basa la cura della malattia mentale sul bisogno diagnosticato non sapendo nulla delle cause. In grado di coinvolgere, in modo efficace e socialmente utile, il soggetto con la sua domanda di cura. Una domanda che, per sua natura, si inscrive nella dialettica desiderante se implica il soggetto stesso. Una domanda che si esprime con il suo battito desiderante se riconosciuta dall’operatore. Un riconoscimento che non elide il soggetto, soffocandolo nel bisogno diagnosticato dall’altro esperto. Diagnosi che spesso valorizzano il potere immaginario del sistema di cura a scapito dell’impegno soggettivo messo in gioco, invece, dall’incontro con il simbolico.

Una ragione ed una logica decisive. Senza stare a dettagliare il progetto ed entrare nel merito della dialettica desiderante che insegna come rispettare il battito desiderante di ciascun soggetto per aiutarlo a nascere simbolicamente, possiamo dire grazie a Freud e Lacan che  la vera sostanza della riabilitazione psichiatrica, o meglio psichica, è quella che si basa sulla possibilità di circumnavigare (bordare) il reale. In un convegno del Campo freudiano il logo che accompagnava il titolo “Un reale per il XXI secolo” riportava un’immagine artistica simile alle spirali delle turbolenze d’alta quota o dei gorghi marini. Fenomeni naturali che marinai e aviatori sanno evitare o meglio bordare”, circumnavigare, per poter andare oltre

.foto

Non si entra in tali turbolenze, significa morire. Freud parla del potere della pulsione di morte che esplode quando il desiderio non si annoda alla Legge. Annodamento che dà valore e forza simbolica alla pulsione di vita offrendole una meta.

Una meta che il soggetto ha chiaro quando accetta il proprio destino. Una meta socialmente rispettata per la forza e dignità esistenziale che rappresenta. Questo circumnavigare, sul piano simbolico, è quanto, grazie alla clinica, cerchiamo di mettere in gioco, al servizio del soggetto. Tale circumnavigazione è possibile grazie al sostegno della società civile verso cui teniamo sempre le porte aperte non tanto per farla entrare quanto per fare uscire i nostri ragazzi perché imparino, con noi, a vivere nel mondo. L’obiettivo è abbattere muri fisici e mentali se relegano la follia.

 Tender To Nave Italia è una preziosa occasione per concentrare un’esperienza utile all’integrazione sociale e per la sperimentazione di differenti mansioni lavorative (cucina, piccola manutenzione) sotto la guida dell’equipaggio del Capitano Giovanni Tedeschini. Sedici ragazzi, accompagnati dagli operatori, potranno condividere, vivere spazi e tempi comuni con l’equipaggio.

 Le altre Organizzazioni coinvolte: Società Umanitaria; URASaM (Unione Regionale Associazione Salute Mentale); Istituto freudiano per la clinica, la terapia e la scienza; Associazione Clinico-Culturale Artelier; Rotary International – Distretto 2042 e Rotary Club del Gruppo Olona

Giuseppe Oreste Pozzi, Direttore Clinico di Artelier-Onlus (Cerro Maggiore, Cuggiono, Milano; Busto Arsizio (Va))

[1] Presidente della “Federazione Internazionale e Italiana della Vela” e del “Consorzio Luna Rossa Challenge” per la Coppa America del 2007 a Valencia.
[2] Rotariano, titolare della SIAD (Società Italiana Acetilene e Derivati) e grande appassionato di barche a vela.

 

 

Per maggiori informazioni visitare la pagina del progetto al link http://www.artelier.org/lassociazione/cosa-facciamo/progetto-tender-to-nave-italia/ e il sito di Tender To Nave Italia al link http://www.naveitalia.org/