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Formazione

Artelier investe sulla formazione attraverso la prosecuzione di incontri di formazione-intervento indirizzati a tutti gli operatori e a tutti i tirocinanti con momenti formativi anche per i volontari e gli operatori del territorio.

formazioneLa sfida è quella di scommettere sulla valorizzazione/scoperta di una bussola in grado di orientare chi opera nel campo del disagio dell’uomo, ognuno a partire dalla propria specifica pratica.  Sulla scorta del lavoro e del pensiero di Freud, il quale affermava che  “la psicologia individuale è al tempo stesso e fin dall’inizio, psicologia sociale”, è maturata l’idea di una formazione psicoanalitica che possa riattivare la competenza di ciascun soggetto o, quanto meno, difendere tale competenza, nella pratica quotidiana, diversificata nei compiti, ma accomunata dall’avere a che fare con dei soggetti e non con dei meccanismi da rendere più funzionali al sistema.

I destinatari sono tutti gli operatori interessati a cui offrire spazi di discussione per leggere e valorizzare le esperienze educative e cliniche fatte sul campo; concettualizzazioni sui vari aspetti della psicopatologia, al fine di affinare la capacità di comprendere i soggetti assistiti e il disturbo che denunciano.

La relazione tra curante e soggetto assistito si sviluppa, infatti,  sempre su due livelli di comunicazione: una comunicazione esplicita o manifesta e una implicita o latente. La comprensione di questi aspetti latenti della relazione, oltre a consentire una diagnosi più precisa e approfondita, ha anche una ricaduta importante e positiva rispetto all’efficacia delle prescrizioni farmacologiche, in particolare degli psicofarmaci.

Il fattore terapeutico, quindi, è per noi la relazione e la comunicazione implicita e ciò che dà senso e significato ai contenuti manifesti dello scambio tra curante e paziente.

In altri termini è importante comprendere che mentre si parla ad esempio di crisi, malattie, diagnosi e farmaci, si sta parlando anche di ciò che sta avvenendo nel “qui e ora” all’interno della relazione: ad esempio il paziente sta anche implicitamente parlando del bisogno di sentirsi accolto, ascoltato, o del timore di essere giudicato, rifiutato, o non capito.

Le attività si articolano in diversi momenti di formazione: équipe settimanale condotta dal capo-progetto per la valutazione degli aspetti educativi-clinici e organizzativi del progetto, équipe mensile per una specifica supervisione su di un caso, inter-équipe, ogni 6 mesi, per i progetti in essere dove le esperienze dei vari gruppi di lavoro possono avere l’opportunità di un confronto per una lettura e valorizzazione reciproca e collettiva e seminario di verifica per ogni progetto realizzato.

Presentazione del malato

Si tratta della pratica in uso in Francia e condotta da G. G. De Clérambault e poi proseguita da Jacques Lacan e dalla sua scuola.

Artelier con le sue istituzioni, e grazie alla convenzione sottoscritta con l’Istituto freudiano, da anni ospita questa pratica estremamente utile e formativa sia sul piano della ricerca clinica sul campo sia per la formazione continua degli operatori.

Tale pratica è ben descritta da J-A. Miller nel capitolo “Gli insegnamenti della presentazione dei malati” nel volume da lui stesso curato dal titolo La conversazione di Arcachon. Casi rari: gli inclassificabili della clinica. Casa Editrice Astrolabio (2009). Di seguito uno stralcio del testo :

Mai – oh! come vorrei che questo ”mai” fosse esattamente vero e che la routine non mi avesse colpito al cuore – mai mi reco la mattina a Henri Rousselle per seguire la presentazione dei malati di Lacan, senza temere quello che succederà. Mi scuserete se lo dico molto semplicemente: un uomo, un malato, un infortunato vi incontra, senza saperlo, una figura del suo destino; un’ora, due ore durante le quali sarà ascoltato, serrato dalle domande, sondato, manovrato, misurato e, infine, le poche parole che usciranno dalla bocca di Lacan peseranno gravemente, ognuno lo sente, nella bilancia della sua sorte, tanto più che spessissimo sono proprio i casi difficili che gli vengono presentati”.