EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

Altalena di memorie

Nel tuo vagare altalenante
tra solitudine e giovinezza,
fluttuanti i ricordi vacillano
in una realtà artefatta
mista di presente e passato,
rarefatta inconsulta vertigine
di memoria smarrita
tra echi di parole oscillanti
nelle anse oscure di un cervello
rannicchiato nel suo guscio.
E ti ritrovi sperduta come
un bambino lasciato per strada
e ti senti lontana come
guardando da una finestra chiusa.
Come ti penso e soffro
per questa tua anarchica lontananza!
Come rincorro le tue carezze
ora che ho perso il tuo sguardo!
I tuoi occhi che guardano e non vedono
il tuo sorriso composto in una maschera assente
le tue mani che tremano aggrappate alle mie
nella sbalordita attesa di uno squarcio di vita.
Vorrei prenderti tra le braccia
per farti sentire ancora giovane
vorrei scuotere il tuo torpore
per ridarti emozioni vigorose
vorrei cullarti e proteggerti
ma il tempo che incalza mi scaccia da te
e mi livella ai contorni
spietati di un mondo che
per te non ha più colori.
A mia madre

 

Maria Rosaria Teni

 

___________________________________________________________

 

Una lettrice della poesia “Altalena di memorie”

Il ricordo prende forma e spazio attraverso la poesia. Parole, pause, punteggiature.
Valorizzando ciò che la parola può esprimere, senza dimenticare ciò che non ha parole per essere detto. E che alberga negli spazi vuoti, nelle sospensioni. Presente e vivo. 

Arianna Pagliardini