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Amore insicuro (Sonetto)

Il tuo corpo incantevole mira
magicamente ad allontanare
lo sguardo dai tuoi occhi che tira
una fune che è d’abbandonare,

noi due non siamo saturi di ira,
l’amore nostro a tutti doniamo,
diranno: “non valete una lira”,
tutti questi dovremo perdonare.

Io e te nell’universo discreto
non viviamo per il risentimento
né per ogni umano indiscreto.

L’amore è il più bel sentimento
per noi tutti questo è un decreto,
finché non si giunge al pentimento.

 

Andrea Calcagnile

 


 

Un lettore della poesia “Amore insicuro” (Sonetto)

Riceviamo da Andrea Calcagnile il suo sonetto che accettiamo di pubblicare. Titolo e forma della poesia si propongono impegnativi. Per questo, in fondo, pubblichiamo le poesie, per sostenere chi si vuole impegnare misurandosi personalmente con la leggerezza di una creatività che richiede lavoro intenso e anche concentrazione responsabile nella scelta delle parole. Essere all’altezza di un tale impegno non è cosa semplice. Conoscere come strutturare un sonetto non significa riuscire nell’intento. È comunque importante provarci e riprovarci.
La poesia cammina sulla fragilità insicura del titolo anche se percorre una strada con piglio deciso. Qualche snodo è, comunque, più impervio di altri e, a volte, qualche rima non chiarisce bene la metafora che sottende. L’amore che si celebra ha il suo piccolo suono poetico (sonetto) nella metafora che attraversa i quattordici endecasillabi: uno sguardo incantevole che abbraccia la vita assumendone tutto il pentimento per sprigionare l’amore.

Giuseppe Oreste Pozzi