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Corpo estraneo

Introvabile unità,
Tremi al soffio del levante,
Consistente opacità,
Te la svigni ad ogni istante.

Prendi pugni nell’addome,
Rechi il peso del dolore,
Il fardello del mio Nome,
Ti tormenta con fervore.

Superficie d’iscrizione,
Porti marchi di parole,
Sfuggi sempre al tuo padrone,
Non fai mai ciò che d(io) vuole.

Piovon gocce come inchiostro,
Scavan solchi sulla pelle,
Come un falco col suo rostro,
Scrivon tragiche novelle.

Dove corri corpo estraneo,
Più ti tiro dal guinzaglio,
Bianconiglio sotterraneo,
Sei tu forse l’ammiraglio?

 

Giovanni Torti

 

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Un lettore della poesia “Corpo estraneo”

Una poesia che mostra un inciampo, che rappresenta il passaggio al di là dello specchio dove Alice incontra il suo mondo estraneo assieme al suo il bianconiglio sotterraneo. L’autore di questo passaggio fantastico è il matematico e scrittore inglese reverendo Charles Lutwidge Dodgson alias Lewis Carrol. Una poesia fantastica non ha meno forza tragica. Il corpo è estraneo eppur comanda sbatacchiando e facendosi anche male. La domanda finale riapre al discorso nuovo.

Giuseppe Oreste Pozzi