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In vigore la “cookie law” per i siti online. Ecco quel che c’è da sapere

cookies_0Dal 3 giugno i siti web devono adeguarsi alla nuova normativa sui cookies. Entra in vigore infatti il provvedimento del Garante della privacy n. 229 del 2014 sulle modalità per informare gli utenti dei siti e acquisire il loro consenso sull’uso dei cookie, diffusissimi strumenti che servono sia per migliorare le funzionalità dei siti web, sia per profilare gli utenti dei siti stessi a scopo statistico e pubblicitario. Chi non si adegua alla cosiddetta “cookie law” rischia sanzioni molto pesanti, da 6mila fino a 120mila euro. Il principio è chiaro: chiunque fa uso di cookie sul proprio sito è tenuto a informare i navigatori della possibilità di essere “tracciati”. E’ quindi necessario mettere in home page un’informativa distinguendo tra cookie tecnici e profilanti. Come spiega il Garante nella privacy nelle Faq sul provvedimento, i cookie (letteralmente ‘biscottini’) sono “piccoli file di testo che i siti visitati dagli utenti inviano ai loro terminali, ove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva”. I cookie possono essere impostati anche da terze parti, cioè da siti web diversi da quello che l’utente sta visitando. Questo perché su ogni sito possono essere presenti elementi (immagini, mappe, suoni, link a pagine web di altri domini, eccetera) che risiedono su server diversi da quello del sito visitato.

Anche se l’editore di un sito non utilizza personalmente i cookie per profilare i propri utenti è tenuto quindi a rispettare gli obblighi previsti dalla cookie law: basta che nel sito ci sia qualche servizio di terze parti che fanno appunto uso di cookie. È un caso molto più diffuso di quanto si possa pensare: basta infatti che ci sia un pulsante per i “like” di Facebook o sia stato “embeddato” un video di YouTube (pratiche diffusissime, in particolare sui blog) e scatta l’obbligo anche per un semplice sito amatoriale.
Il nuovo obbligo non è visto di buon occhio dai titolari dei siti a causa dei costi necessari per mettersi in regola, ma non piace neppure agli utenti, che saranno invasi da avvisi, sotto forma di banner o pop-up, in ogni nuovo sito che visiteranno e dovranno dare il proprio consenso per continuare a navigare.
Perché allora il Garante ha adottato questo provvedimento? Per dare attuazione a una direttiva europea del 2009 che si proponeva di arginare la diffusione dei cookie di profilazione a scopi pubblicitari, considerando i rischi che essi comporterebbero per la privacy degli utenti.
Le conseguenze della norma potranno essere molto pesanti in particolare per le agenzie pubblicitarie e gli editori.

(articolo tratto dal sito dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia). Per leggere l’articolo completo cliccare:  www.odg.mi.it