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Intervento Convegno del 2007 – ENAC – Canossa Cuggiono

 di Daniela Paola Colombo

Prima di tutto, penso occorra specificare le peculiarità di un Centro di Formazione Professionale: Un CFP non è puramente un istituto scolastico con l’accezione che comunemente si è soliti intendere. Infatti, ciò che lo qualifica è soprattutto la sua tipologia di utenza, in gran parte adolescenti che vivono uno “svantaggio”, si tratta per lo più di un disagio sociale, quando non un disturbo dell’apprendimento.

Per questo, anche se con l’obiettivo finale di conseguire una qualifica professionale regionale, spendibile nel mondo del lavoro, i nostri corsi hanno visto da sempre l’attuazione di specifiche sperimentazioni di modelli di formazione, volte a favore di quegli adolescenti che, per palesi caratteristiche non si inserivano nei classici iter formativi quinquennali. Tali sperimentazioni hanno teso all’integrazione con altri percorsi di studi, quali gli Istituti Tecnici (per esempio la sperimentazione Promos, negli anni ’90, permetteva, previa qualifica professionale, l’inserimento nel terzo anno di Ragioneria programma IGEA, mentre il progetto pilota nel settore Servizi d’Impresa per il Secondo Canale di Istruzione e Formazione, nato dal Protocollo di intesa del giugno 2002, sottoscritto da Regione Lombardia, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, permetteva di proseguire la formazione professionale in una quarta annualità, e, previa passerella, in un istituto di stato dello stesso settore con il conseguimento di una maturità tecnica).

Proprio.quest’ultima sperimentazione, che abbiamo attuato con l’Associazione Formazione Piamarta di Milano, prendeva avvio da “una forte preoccupazione circa gli effetti dell’innalzamento dell’obbligo di istruzione (legge 9/99) che penalizzava maggiormente proprio gli adolescenti più svantaggiati e in difficoltà, e da un diffuso disagio di una componente non limitata del mondo degli adolescenti e dei giovani che abbandonavano la scuola anzitempo o che vi sperimentavano l’insuccesso, come di coloro che la vivevano non sviluppando appieno le proprie potenzialità”.

La formazione professionale, invece, per sua “mission” valorizza l’esperienza concreta, basata su una relazione solidale, personalizzata, centrata sull’acquisizione di competenze utili e sulla attribuzione di senso agli apprendimenti proposti, in tal senso ha perciò molte possibilità di successo con questo target di giovani, specie per coloro che presentano uno stile di apprendimento che privilegia l’intelligenza pratica e esperienziale. Essa rappresenta una risposta positiva ai bisogni di questi adolescenti, attraverso un percorso che assicuri loro il diritto all’istruzione e alla formazione, affermando quindi la natura pedagogica, l’identità curricolare e la fisionomia istituzionale di un percorso graduale e continuo di Istruzione/Formazione secondaria e superiore parallelo a quello di Istruzione secondaria e superiore, con esso integrato a livello di funzioni di sistema e ad esso pari in dignità culturale ed educativa. Si tratta di una posizione in linea con le miglior esperienze europee, rispettosa della varietà di modelli culturali della popolazione, in grado di favorire il “successo formativo” in un numero più elevato di cittadini, capace di valorizzare le differenti proposte formative che emergono dalla società.

In questa logica di attività formativa, il nostro Centro ha da sempre collaborato con istituzioni del territorio, come gli Istituti “G: Torno” di Castano Primo, “L. Einaudi” di Magenta e “G. Marcora” e “E. Lombardini” di Inveruno, ma anche con comunità per minori, quali la Casa Famiglia “Spirito Santo” di Trecate, la Comunità “Kaleidos” di Robecco sul Naviglio e, da questo anno formativo, con la Comunità Antenna “G. Beolchi” di Cuggiono.

I criteri metodologici di riferimento che ci guidano nel nostro lavoro sono i seguenti:

1- orientamento

2- successo formativo

3- percorso formativo personalizzato

4- metodologia didattica

5- valutazione autentica

Orientamento: si tratta di una modalità educativa permanente di aiuto all’autovalorizzazione della persona in funzione di una scelta professionale soddisfacente, dello sviluppo promozionale e dell’armonia sociale, in un clima di adattamento dinamico alla realtà sociale e professionale che cambia. All’ orientamento inteso come processo educativo unitario concorrono differenti apporti: vocazionale, formativo, personale e professionale. I servizi di orientamento comprendono attività di informazione, formazione e consulenza sia in forma individuale sia di gruppo.

Successo formativo: la formazione professionale non ha come scopo la selezione dei giovani sulla base di un’offerta formativa predeterminata ed uguale per tutti, bensì quello di offrire a ciascuno il massimo di opportunità di raggiungere il più alto livello di padronanza delle competenze al quale possa arrivare. L’eguaglianza di opportunità, non va intesa come eguaglianza dei risultati da raggiungere, di “saperi” da possedere “solidamente”, ma implica il diritto di ciascuno di avere, appunto, l’opportunità di sviluppare al massimo le proprie capacità, e quindi un’attenzione prioritaria alle caratteristiche di ciascuno, che sono, in partenza, sempre più “diverse”. Questo assunto deve ispirare un’attività di formazione che tenda alla realizzazione delle potenzialità del soggetto, in coerenza con le sue esigenze e caratteristiche, aiutandolo ad elaborare un suo progetto personale di inserimento sociale e lavorativo.

Percorso formativo personalizzato: con la stesura di Piani personalizzati di Studio si garantisce a ciascun utente un percorso formativo coerente con le proprie caratteristiche e necessità. Ciò significa:

riconoscere il bagaglio personale: ogni persona, all’inizio di un percorso, è portatrice di un bagaglio di capacità ed apprendimenti (conoscenze, abilità, competenze) che deve essere analizzato, riconosciuto e valorizzato. Il riconoscimento di tale bagaglio si traduce in “crediti” formativi spendibili nei percorsi formativi e di lavoro;

la reversibilità delle scelte: ogni persona che ha intrapreso un percorso (scuola, formazione, lavoro) ha il diritto di interromperlo e di proseguire in un altro senza per questo dover “ricominciare da capo”. Con il meccanismo dei passaggi e dei LARSA (Laboratori di Recupero e Sostegno degli Apprendimenti) è possibile disegnare ingressi intermedi che consentono di valorizzare gli apprendimenti acquisiti e di raggiungere i nuovi obiettivi;

la continuità formativa: ogni cammino formativo deve poter essere aperto a sviluppi successivi, potenzialmente fino ai livelli più elevati della scala formativo-professionale (quadro, tecnico-superiore).

Metodologia didattica: L’approccio peculiare della formazione professionale prevede una metodologia formativa basata su compiti reali, didattica attiva, un processo di apprendimento dall’ esperienza anche tramite tirocinio o stage formativo in stretta collaborazione con le imprese del settore di riferimento; esso presenta una rilevanza orientativa, in modo da sviluppare nella persona la consapevolezza circa le sue prerogative, il progetto personale, il percorso intrapreso. Carattere fondamentale della metodologia formativa è l’integrazione tra conoscenze, abilità e capacità, al fine di delineare vere e proprie competenze che si collocano lungo il percorso secondo una logica non meccanica, ma olistica. La proposta formativa valorizza l’esperienza concreta, si basa su una relazione amichevole, pur nella diversità di ruoli, personalizzata, è centrata sull’acquisizione di competenze utili e sulla attribuzione di senso agli apprendimenti proposti; essa appare particolarmente adatta specie per coloro che presentano uno stile di apprendimento che privilegia l’intelligenza pratica, esperienziale, intuitiva, per scoperta e narrazione.

Valutazione autentica: si intende con tale espressione la possibilità di verificare non solo ciò che un alunno sa, ma ciò che “sa fare con ciò che sa” fondata su una prestazione reale e adeguata dell’apprendimento che risulta così significativo, poiché riflette le esperienze di apprendimento reale ed è legato ad una motivazione personale. In tale approccio, lo scopo di classificazione e di selezione non è prioritario, ma lo è la promozione di tutti, offrendo opportunità al fine di compiere prestazioni di qualità. Ciò comprende l’autovalutazione ed il miglioramento del processo di insegnamento/apprendimento. Si tratta pertanto di una valutazione educativa.

Lo strumento privilegiato della valutazione è costituito dal “Portfolio delle competenze individuali”, ovvero una raccolta significativa dei lavori dell’allievo, in Unità di Apprendimento, che racconta la storia del suo impegno, del suo progresso o del suo rendimento: si tratta pertanto di materiali che documentano ad altri una serie di prestazioni eseguite nel tempo e di cui l’allievo è orgoglioso. Dal punto di vista valutativo, il portfolio rappresenta lo strumento che consente di uscire da una concezione tradizionale della valutazione – basata sulla verifica del grado di apprendimento da parte dell’allievo della conoscenza trasmessa dall’insegnante, sulla scorta di un sistema di giudizio selettivo centrato essenzialmente sul metodo “carta e penna” ovvero controllando e verificando la “riproduzione” della conoscenza tramite risposte fondate sul ricordo di fatti isolati, per aderire ad una prospettiva “autentica” che prevede una verifica non solo di ciò che “sa fare con ciò che sa“ fondata su una serie di masterpiece o “capolavori”, cioè prestazione reali e adeguate dell’apprendimento che risulta così significativo, poiché riflette le esperienze formative svolte ed è legato ad una precisa motivazione personale.

Questo approccio formativo rende perciò fondamentale che il personale docente impegnato in tale attività presenti requisiti di motivazione, preparazione ed esperienza coerenti con le necessità richieste. Perciò si opera in team, in un’organizzazione flessibile, che consenta la personalizzazione, in un sistema interdisciplinare, con la suddivisione del gruppo classe in sottogruppi. Per la conduzione dell’equipe dei formatori sono presenti un coordinatore e un tutor di corso, che favoriscono lo sviluppo dell’azione formativa, la motivazione verso il “progetto personale” dell’allievo, gli interventi didattici per la progettazione delle Unità di apprendimento del Piano di studi e soddisfacenti interrelazioni sia tra discenti e docenti che all’interno del gruppo classe.