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L’autogrill era deserto

L’autogrill era deserto
e nostalgico come ogni altro posto
che io e te visitiamo
e chissà se era nostalgico già prima
che noi arrivassimo

la neve ce la siamo goduta nonostante
il traffico, la fretta e il lavoro
ce la siamo goduta come due fanciulli
che non sanno cosa siano
il traffico, la fretta e il lavoro

I fiocchi cadevano
lenti ed eleganti
danzavano e assomigliavano alle
parole
che già sapevo ti avrei scritto

e con quelle parole ci facevo
palle di neve che assomigliavano ai
versi
che già sapevo ti avrei scritto

te li lanciavo addosso, quei versi
come te li lancio addosso ora

e tu ridevi e spero
che continuerai a farlo

questa poesia è tua:
sono obbligato a regalartela
perché tu sola la puoi capire

 

Matteo Scaratti

 

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Una lettrice della poesia “L’autogrill era deserto”

L’autogrill deserto prende una connotazione emotiva, come non fosse solo un luogo fisico ma portasse con sé un sentimento: La nostalgia. La malinconia, il rimpianto di cose in lontananza, o il desiderio di qualcosa che sia diverso dallo stato attuale. Questo sentimento sembra echeggiare su tutta la poesia, che cita il traffico, la fretta e il lavoro, che come un treno in corsa non sanno comunque fermare la neve. Non fermano i fiocchi che cadono lenti ed eleganti, non fermano le parole e i versi che l’autore lancia addosso come palle di neve, sperando che nonostante il traffico, la fretta e il lavoro, arrivino sotto forma di poesia-regalo al destinatario con la speranza che possa ancora ridere come un tempo.

Denise Spirito