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Mi siedo, chiudo gli occhi e sono nella tua cucina…

Mi siedo, chiudo gli occhi e sono nella tua cucina… Come sempre sei indaffarata ai fornelli, mi fai un gran sorriso e mi offri il caffè… lo accetto perchè il tuo caffè ha un sapore speciale.. è il caffè più buono. Ti guardo nei i tuoi pantaloni neri a coste ed il tuo immancabile grembiule a righe. E’ presto, ma tu stai già cucinando. Adesso il caffè è pronto, ti siedi vicino a me e chiacchieriamo del più e del meno. Mi chiedi di Lorenzo, è un ragazzino ormai… è bravo, va bene a scuola, ha gli occhi a mandorla come la sua mamma ed i suoi zii. Adesso guardo l’ora e dico:” va bè devo andare ” e tu:” ma come? Vai già via? Che cosa devi fare? Fermati ancora un pò”, E io mi fermo… Parliamo ancora e sorseggio l’ultimo goccio di caffè. Adesso devo proprio andare, mi avvicino, ti predo la mano, sento la tua pelle e il tuo calore. TI dò un bacino e sento il tuo profumo, il profumo della mia mamma… Sento le lacrime che scendono sul mio viso… e torno alla realtà… Ma sono felice, per un pò sono stata ancora con te…. ti ho vista, ti ho sentita ancora vicina nonostante tu non ci sia più! Mi manchi tanto mamma, ma so che in qualsiasi momento io chiuda gli occhi e ti cerci tu ci sarai.perchè sei nei miei ricordi….. Ti voglio bene mamma e mi manchi tanto.

 

Michela Ongari

 

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Un lettore della poesia “Mi siedo, chiudo gli occhi e sono nella tua cucina…”

Un sogno speciale è quello che mi permette un incontro speciale. Un incontro che mi accompagna da sempre che cammina con me oltre il tempo e i limiti della vita del corpo fisico. Il caffè del mattino preso con la mamma è quello che cadenza il ritmo ad una vita non banale perché sostiene la quotidianità di sempre con un pizzico di nostalgia che contiene il sapore e l’odore della vita che mi hai dato. Profumo di mamma, sapore di una memoria che ha lasciato il suo segno. Una lacrima che attraversa il ricordo di una vita insieme; mostra i dettagli preziosi come nel cristallo che amplifica i colori, gli incontri, gli eventi; taglia con i ricordi per rispondere con orgoglio alla domanda della nonna che chiede di Lorenzo, il nipote preferito.

Giuseppe Oreste Pozzi