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Nel silenzio bormino, di Claudio Badalotti

Nel silenzio bormino

Non voglio più pensare.
Preferisco alle parole il silenzio
che mi parla di tutto
senza termini ambigui
senza quei compromessi
nascosti fra le cose
che non si voglion dire.
Il silenzio è loquace.
Il silenzio è la pace
vera di tutti i sensi,
è il tutto, è l’infinito,
l’universo, l’Inferno e il paradiso
del meglio incomprensibile
di lacrime e sorrisi,
Il tutto m’appartiene,
scorre dentro il sangue nelle mie vene,
lo sento mio, me lo ha donato Dio
in silenzio senza volere nulla
in cambio, oltre la vita
che trattiene in silenzio fra le dita.

Claudio Badalotti

Novembre 2020

 

Lettura di Ginola Casciani

La poesia, se è universale per i suoi contenuti (non tutte, vivaddio!), diventa molto soggettiva (come ogni forma d’arte) nello specifico di gusti e opinioni. La lirica “Nel silenzio bormino” (per bormino l’autore intende forse il paese lombardo?) mi è piaciuta. Sento quella musicalità che mi affascina in poesia e non trovo immagini pessimistiche nei versi, ma piuttosto uno “status” quasi di compiacimento, quasi di, finalmente ritrovata o riscoperta pace! Non una pace, appunto, disperata o intimistica, ma piuttosto quella che ti concede di ascoltarti dentro per essere così in grado di percepire i rumori, le parole dell’universo e dell’infinito. E, dal dentro al fuori, permette così di rispecchiare nel mondo esterno, nelle forme che ci circondano, l’intima ragione dell’essere.

Questa è una poesia che, partendo dallo stato del poeta, da ciò che lui reputa essenziale per sé, arriva ad investire sensazioni comuni al genere umano ed in cui, il genere umano, può rispecchiarsi.

 

Lettura di Giuseppe Oreste Pozzi

Il tacere non fu mai scritto ma il silenzio, quello, lo si incontra e lo si vive nella mente, nel cuore e nella carne. «Un giorno… feci una scoperta che cambiò ogni cosa – scrive Zagajewski – Scoprii (e vi prego di non ridere) che esiste un mondo dello spirito, descritto dai grandi autori. …… Esiste un senso che resta nascosto nella quotidianità, ma diventa accessibile negli istanti di maggiore concentrazione, negli attimi in cui la coscienza ama il mondo. Cogliere quel senso complesso ti porta un’esperienza di particolare felicità, perderlo ti consegna alla malinconia». Forse queste sensazioni accolgono chi riesce ad ascoltare ed incontrare il silenzio. È proprio Adam Zagajewski che ci propone Guarire dal silenzio, un’incessante ricerca sul senso della poesia. Per lui i poeti …….. si fermano d’improvviso, come se ricordassero / qualcosa di molto importante…». Questa orazione al silenzio mi rimanda a questo fermarsi d’improvviso perché qualcosa o qualcuno ti accoglie, qualcosa o qualcuno ti incontra e tu, miracolosamente e misteriosamente, te ne accorgi ed accetti questo incontro profondamente con tutto il tuo corpo e tutta la tua anima.