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Non guardatemi

Non guardatemi. Non guardatemi
mentre il piede lento e stanco
biascica il passo sul marciapiede,
mentre la mano si aggrappa al muro
e l’altra al bastone.
Non guardatemi mentre curvo
raggiungo la panchina al parco
dove compunto silenzioso rimango
a veder passare il tempo ….
bambini intorno giocano
uno mi dice ciao nonno
una mamma sorride, un’altra
scambia con me poche parole ….
Che sapete di me! ero uomo anch’io
vigoroso, ho combattuto battaglie
ho vissuto la mia vita
e conquistato la mia donna …
che- ancora- ogni giorno mi aspetta a casa,
mi guarda con gli occhi di allora
e- sola- vede in me l’uomo che ero
mentre la sua mano tremante
mi accarezza il viso …

 

Paola Surano

 

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Una lettrice della poesia “Non guardatemi”

Il corpo domina questi versi di Paola Surano, corpo che invecchia, che si avvicina alla morte, di cui nessuno può dire parole.
“Non guardatemi”, esortazione piena di pudore e che viene rivolta a chi potrebbe confondere il corpo che invecchia e deperisce, con il desiderio che si spegne e scompare.
Ma se è il corpo che si impone allo sguardo, solo l’amore, evocato nei versi finali, consente di tenere insieme la vita e il desiderio con il reale della morte.
Laddove, in fondo e per tutti, è nello sguardo d’amore che un riconoscimento è possibile.

Arianna Pagliardini