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Pallidi lampi nel mortal cammin

Pallidi lampi scintillano per i sentieri umbratili dell’anima nel mezzogiorno del mortal cammin;

balena lo stridore del vuoto dinanzi al febbrile domani del battito del sempre;

tale corsa frenetica al traguardo sbriciola i lacci della tachicardia tracotante,

e un’alba radiosa troneggia nello spirito lungimirante

e custode con i suoi tersi riverberi celesti alle porte dell’avvenire.

La cavalcata sul destriero indomabile dell’infinita speranza del sempre,

abbatte ogni limite contingente:

e fu subito il vagito fremente di una nuova Aurora dell’esistenza.

 

Federico Bellovino

 

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Una lettrice della poesia “Pallidi lampi nel mortal cammin”

L’autore di questa poesia ci ricorda che l’avvenire bussa ogni giorno alla nostra porta, ci aspetta come il sole aspetta la fine della notte per sorgere ancora. Così noi veniamo colpiti come dai lampi nel mezzo della nostra fugace esistenza, dalla consapevolezza della nostra mortalità e dalla speranza che sempre nutriamo di poter da lei sfuggire, rincorrendo l’infinito, in sella ad un destriero che abbatte ogni limite.

Denise Spirito