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Riforma del terzo settore, approvata legge delega. “Regole e trasparenza”

cameraLa Camera dei deputati ha concluso l’esame e approvato il disegno di legge per la riforma. Ora passa al Senato. Associazioni divise, mentre il Pd difende la riforma. Poletti: “Definito un quadro di regole certe”. Argentin (Pd): “Garantita la trasparenza”. Marcon (Sel): “Terzo settore asservito alle logiche di mercato”

ROMA – La Camera dei deputati ha concluso l’esame del testo e approvato il Disegno legge di Delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale. “Voglio esprimere la mia soddisfazione ed il mio apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione Affari Sociali, dai relatori e dall’Aula che ha consentito di migliorare il testo consegnato dal Governo. L’approvazione di oggi segna un passaggio importante nel percorso parlamentare di un provvedimento che punta, definendo un quadro di regole certe e di trasparenza e senza intaccare il valore della pluralità delle esperienze, ad introdurre misure per favorire la partecipazione attiva e responsabile delle persone, valorizzare il potenziale di crescita e di creazione di occupazione insito nell’economia sociale e nelle attività svolte dal cosiddetto Terzo settore, anche attraverso il riordino e l’armonizzazione di incentivi e strumenti di sostegno”. Così a seguito dell’approvazione da parte della Camera del disegno di legge delega per la riforma del Terzo settore, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti.

E aggiunge: “Senza dimenticare il riconoscimento del carattere ‘universale’ del servizio civile, cioè aperto a tutti e su base volontaria, finalizzato a promuovere attività di solidarietà, inclusione sociale, cittadinanza attiva, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale del nostro Paese”. Per Poletti “la legge delega punta, inoltre, a dare certezza di risorse. Su questo piano, le previsioni che contiene si affiancano a scelte già compiute con la legge di stabilità che ha stanziato oltre 115 milioni che, sommandosi ai 10 milioni ottenuti dai risparmi sulle spese generali della Presidenza del Consiglio, permetteranno, nel 2015, di avviare al servizio civile circa 50.000 giovani. Così come non vanno dimenticati i 500 milioni destinati alla stabilizzazione del 5 per mille, che consentiranno alle organizzazioni del Terzo settore di progettare e programmare i loro interventi finanziati con queste risorse. L”auspicio- conclude il ministro- è che il Senato, al quale passerà ora il testo licenziato dalla Camera, possa assicurare una rapida approvazione del provvedimento”.

Articolo tratto da Redattore Sociale – 9 aprile 2015 (clicca sulla testata per leggere l’intero articolo)