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Ti Amo vs ti voglio Bene

Ti amo è il fremito indomabile dello zefiro notturno col suo mantello sfavillante sopra il lume della consapevole volontà della coscienza umana. A mezzanotte del cammin dell’uomo gettato così sulla selva terrena tra i suoi barbagli riflessi nel naviglio del divenir : teatro del cangiante “ risciacquo “ degli essenti nel suo sciabordar spuma scrosciante d’infinito colle filanti faville intermittenti: inebrianti lucciole soffuse sotto il cantico stellato, nel cui moto perpetuo si spandono effluvi palpitanti del vellutato soave amor nel mondano viver l’apertura illimitata della stella cardinale dell’ altrui universo a sé stante sempre immacolato nel suo librarsi parallelo nell’ immobile etere dell’infinito desiderio altrui col suo corteo d’astri e speranze nel perlaceo candore della sua via lattea imperitura: tale è l’amor nella sua brama del battito Apollineo ………………………… Infine arido tu sia dionisiaco: “ Ti voglio bene “ nel strappar Lodi e incensati elogi per i miei diletti narcisi del proprio mio amor; ti voglio bene, dacché sei il mio fulgido aureo riflesso del mio bagliore medesimo e tale vanagloria è l’egoico strumento nel carpir tale plauso agli altari della mia narcisa vanità caduca oramai assai perduta nelle periture sembianze del proprio solipsistico regno del mondano narciso Io. Infine misero il proprio me: guardiano vigile nell’ onnipresente giudizio sgualcito, sfiorito, come appassiti petali dinanzi alla gloria del perpetuo moto implacabile della zelante ricerca assillante della superlativa mai raggiunta fattura ideale nell’agognata aspettativa altrui nell’esserne plasmato a immagine e sembianza. Orbene, tale sarebbe, dunque, l’ Amor o piuttosto tale è il suo pseudo Nome travestito nella veste scucita del Bene; neppur suo parente talché è il possesso la sua maschera dietro cui s’annida. Giacché è tale l’ indefessa ricerca ideale del proprio sé: Principe d’ogni vanità opaca da render un tale scempio il ritratto del Dorian Gray di ciascun mortal battito umano quaggiù nella steppa terrena del grigiore del moderno pallore mondano.

 

Federico Bellovino

 

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Una lettrice della poesia “Ti Amo  vs ti voglio Bene”

In questa poesia il voler bene è come un attore che veste i panni dell’amore utilizzando una maschera, dietro di lei si nasconde alla continua ricerca di un sé amorevole e ideale.  Ti amo è un fremito indomabile dello zefiro notturno che sfavilla sopra alla coscienza degli esseri umani, ti voglio bene è lo pseudo-nome dell’Amor.

Denise Spirito