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Tra le macerie antiche

Tra le macerie antiche:

tra i ruderi ed in mezzo ai cocci famigliari

che si forgiò l’anima mia come tra le mani esperte del vasaio nel modellar la Creta;

tra pezzi taglienti per lo squarcio di membra dello spirito;

che il bozzolo informe partorì il volo sotto il Ciel dell’ autocoscienza lungo il peregrinar nel cuore della notte della mia infelice schiavitù

fino a giungere alla primavera della Signoria:

al suo risveglio nel limpido cielo soleggiato dai barbagli divini del fatal destino.

La Gloria dell’eterno apparir delle cose sotto il ciel del sempre riverbera nel suo dispiegarsi immemore la necessità inoltre passabile del mortal contingente;

sicché i cocci taglienti del terremoto famigliari son in egual misura il fosforo al trionfo del perituro spirito nell’ aia pigolante del cielo infinito del divenire assoluto.

 

Federico Bellovino

 

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Una lettrice della poesia “Tra le macerie antiche”

Nei versi si scorge la fatica e il difficile percorso dell’Autore che, attraverso la dolorosa presa di coscienza dell’origine del suo profondo malessere, giunge a intravedere un pallido sole, un timido risveglio dell’anima che riesce a trovare in se stessa la forza di risorgere.

Paola Surano